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Viaggio in Cina (2015)

Appunti per il viaggio nella Repubblica Popolare Cinese

22 marzo ITALIA – PECHINO
Partenza con voli di linea da Roma Fiumicino per Pechino. Pasti e pernottamento a bordo.

23 marzo PECHINO (D)
Arrivo all’aeroporto internazionale di Pechino.
Visita al Tempio dei Lama.
Il Tempio del Lama è il maggior tempio lamaista a Pechino, caratterizzato da uno stile architettonico unico in tutto il paese. Il Tempio si trova nel nord-est della parte vecchia della città di Pechino ed attualmente copre una superficie totale di 66.400 mq. ed ha più di 300 anni di storia.

Il Principe Yinzhen salì al trono nel 1722, subito dopo la morte di suo padre e diventò il terzo imperatore della dinastia Qing con il titolo imperiale di Yongzheng. Nel 1725, per disposizioni imperiali, la residenza reale, chiamata popolarmente Residenza del Drago Immerso, per metà fu regalata al Lama di Jiahutuktu e trasfromata in monastero lamaista e l’altra metà fu trasformata in una villa imperiale, chiamata poi Palazzo dell’Armonia Eterna.
L’imperatore Yongzheng morì improvvisamente nel Palazzo d’Estate nel 1735 dopo 13 anni di regno. Il suo giovane figlio, Hongli, che diventò il quarto imperatore con il titolo di Qianlong, ordinò di sostituire entro 15 giorni, tutte le tegole verdi del Palazzo dell’Armonia Eterna con quelle gialle, colore riservivato esclusivamente all’imperatore, a scopo di elevare la sua categoria e renderla adeguata a ricevere la bara imperiale di suo padre.
Nel 1744, l’imperatore Qianlong per migliorare i rapporti con le varie minoranze etniche, in particolare con l’aristocrazia mongola, rispettando i suggerimenti della madre imperatrice, applicò il decreto imperiale di trasformare una parte del complesso della Residenza del Drago Immerso nel Tempio del Lama, nel quale vi risiederono 500 monaci lamaisti dalla mongolia, mentre l’altra parte rimase adibita a villa imperiale. Successivamente essa venne completamente distrutta da un incendio, e così il Tempio del Lama assunse il nome del Palazzo dell’Armonia Eterna.
Il Palazzo dell’Armonia Eterna fu aperto al pubblico nel 1915, quattro anni dopo la Rivoluzione del 1911.
Esso si ridusse in pessimo stato e fu quasi abbandonato durante il periodo dell’occupazione giapponese. Dopo la liberazione, avvenuta nel 1949, il governo centrale ha speso una somma

considerevole per il restauro del Tempio per ben due volte: una volta nel 1950, un’altra nel 1952. Grazie agli ordini dell’ex-primo ministro Zhou Enlai, il Tempio del Lama non ha subito danni gravi durante il periodo della Grande Rivoluzione Culturale. Nel 1979 il governo popolare ha speso ancora una volta una somma enorme per il restauro del Tempio.
.

Nel Tempio dei Lama vi sono una serie di ruote di preghiera, come quelle che si vedono in Tibet. E’ gestito, infatti, dai monaci tibetani della scuola dei Berretti Gialli Scuola della Setta Gialla, che storicamente hanno svolto un ruolo importante nei giochi di potere della Pechino imperiale.

Il Tempio dei Lama è costituito da cinque edifici principali e da una serie di cortili, tutti disposti seguendo un asse che va da sud a nord. Superato il delizioso arco che si trova presso l’ingresso meridionale, ci si ritrova in un viale che conduce alla Sala dei Re del Cielo, al centro della quale c’è un Buddha Maitreya, il Buddha del futuro. Proseguendo si arriva all’edificio principale del complesso, la Sala dell’Armonia e della Pace.
Originariamente era la sala della Pace d’Argento, dove il Principe Yong riceveva i funzionari e mandarini e trattava gli affari prima di salire al trono. La Sala contiene tre statue del Budda, fatte in bronzo, le quali rappresentano i Budda di tre tempi diversi: al centro la statua del Sakyamuni, il fondatore del buddismo, il Budda del presente, a sinistra la statua di Makasyana, il Budda del passato, mentre a destra la statua di Maitreya, il Budda del futuro. Ai due fianchi della statua centrale, si trovano due statue in posizione eretta che raffigurano una persona anziana e l’altre giovane. Il vecchio si chiama Jiaye e il giovane si chiama Ahnan. I due erano grandi discepoli del Budda e lo seguivano sempre. Ai due lati della Sala si vedono 18 statue che rappresentano 18 bonzi o 18 arhats in sanscritto, cioè 18 grandi discepoli che secondo le regole del Budda, vivevano per sempre sulla terra non essendo destinati ad entrare nello stato di nirvana

I padiglioni successivi sono la Sala della Protezione Perpetua e la Sala della Ruota delle Legge,

E’ costruita a forma di croce greca e ricoperta con un tetto di struttura tradizionale cinese. La Sala è il luogo dove i monaci lamaisti si riuniscono due volte al giorno per leggere i sutra e recitare insieme le preghiere. Al centro di questa sala c’è una grande statua, alta 6,10 m. che rappresenta Zong Kapa, il grande della Setta Gialla del lamismo, davanti alla quale è posta una piccola statua alta soltanto 0,58
m. che rappresenta il Budda Sakyamuni. I monaci lamaisti spiegano il perchè della differenza di

grandezza delle due statue: “I buddisti preferiscono prestare attenzione alla grandezza spirituale più che a quella fisica”. La statua più impressionante è però quella che si trova nel quinto dei padiglioni principali, la Sala delle Diecimila Felicità. E’ qui che è situata una grande raffigurazione del Buddha del futuro, una statua di 26 metri ricavata da un unico tronco di legno di sandalo.
Dopo la visita trasferimento in Hotel. Cena a buffet . Pernottamento.

24 marzo PECHINO (B,L,D)
Prima colazione in hotel
Visita di Piazza Tian An Men, della Città Proibita e dei suoi ricchi tesori.
Piazza Tienanmen, o Tian’anmen, è considerata la piazza più grande del mondo, con ben 880 metri di larghezza e 500 di lunghezza, per un totale di 440.000 metri quadrati. La piazza è stata edificata nel 1417 ed ha assunto l’aspetto attuale nel 1651 (gli ampliamenti si sono però poi succeduti fino al 1949) sotto la dinastia Qing, anche se a quei tempi non era un luogo pubblico, ma era dedicata agli uffici ministeriali dell’Impero.
Iniziò ad assumere un ruolo chiave ai tempi di Mao Zedong, che il 1 ottobre 1949 proclamò qui la fondazione della Repubblica Popolare Cinese; inoltre, Mao usò la piazza come sede di manifestazione durante la Rivoluzione Culturale, il movimento che fondò dopo essere stato destituito del potere da parte del Partito Comunista Cinese, per mobilitare i giovani contro le gerarchie del partito stesso.
La piazza divenne poi internazionalmente famosa nel 1989 per la rivolta di alcuni giovani che manifestavano in favore della democrazia. La rivolta venne soppressa con il sangue: famosa è l’immagine del carrarmato che avanza nella piazza con un giovane che tenta di impedirglielo.
Oggi questa piazza ospita il Mausoleo di Mao Zedong, insieme a diversi altri monumenti ed edifici storici, tra cui il Monumento agli Eroi del Popolo, il Museo nazionale della Cina, il Palazzo del Popolo, la Torre Zhengyangmen.
Inoltre, da questa piazza si accede alla Città Proibita, attraversando la Porta della Pace del Paradiso (Tienanmen), che dà il nome all’intera piazza.

Città proibita
La Città Proibita è circondata da mura alte 7,9 metri[9] e da un fossato di 6 metri di profondità e 52 metri di ampiezza. Le pareti, alla base, sono larghe 8,62 metri per poi assottigliarsi a 6,66 metri in cima[26]. Queste mura servono sia come difesa che come sostegno per i palazzi. Esse sono state costruite con un nucleo in terra battuta e da tre strati di mattoni su entrambi i lati, con gli interstizi riempiti di malta[27].
Il Palazzo imperiale presenta una pianta simmetrica e copre una superficie di 720.000 mq. È circondato da un corso d’acqua largo 50 m e da un muro alto 10,4 m, munito a ciascun angolo di una torre di guardia. II complesso è costituito da due settori distinti: uno esterno, i cui edifici erano destinati agli incontri politici e alle cerimonie, e uno interno, riservato alla famiglia imperiale e al suo seguito.
Ai quattro angoli del muro, sono situate delle torri (E) con i tetti realizzati con 72 creste, che riproducono la Pagoda della Gru Gialla e la Pagoda del Principe Teng, come apparivano nei dipinti della dinastia Song[27]. Queste torri sono le parti più visibili del palazzo per la gente comune che si trova fuori le mura.
Le mura presentano una porta su ogni lato. All’estremità meridionale si trova la “Porta meridiana” (A)[28]. A nord si trova la “Porta del volere divino” (B) (la distanza fra queste due porte è di 960 metri) a cui si affaccia il parco Jingshan. A est e a ovest le porte sono chiamate “Porta gloriosa dell’est” (D) e “Porta gloriosa dell’ovest” (C). Tutte le porte della Città Proibita sono decorate con nove file di chiodi d’oro, fatta eccezione per la Porta gloriosa dell’est che ha solo otto file[29]. Le mura sono molto spesse, progettate specificamente per resistere ad attacchi di cannoni.

A. Porta Meridiana
B. Porta della Divina Potenza
C. Porta Gloriosa dell’Ovest
D. Porta Gloriosa dell’Est
E. Torri angolari
F. Porta della Suprema Armonia
G. Palazzo della Suprema Armonia
H. Palazzo dell’Eminenza Militare
J. Palazzo della Gloria Letteraria
K. I tre luoghi del sud
L. Palazzo della Purezza Celeste
M. Giardino Imperiale
N. Palazzo dell’Educazione Mentale
O. Palazzo della Tranquilla Longevità

Tra la “Porta Meridiana” e la “Porta Tienanmen” si trova un’ampia piazza in cui spesso venivano eseguite le punizioni corporali inflitte dall’imperatore. Questa è la stessa piazza in cui Mao Tse- tung fece il suo celebre discorso sul comunismo.
La Porta meridiana ha due ali sporgenti che formano tre lati di un quadrato. Il cancello possiede cinque porte. L’ingresso centrale è parte della Via Imperiale, un percorso contrassegnato da pietra che forma l’asse centrale della Città Proibita e della stessa antica città di Pechino. Solo l’imperatore poteva passeggiare sulla Via Imperiale, fatta eccezione per l’imperatrice, in occasione del suo matrimonio e degli studenti di successo dopo l’esame imperiale.
I sei edifici maggiori si allineano lungo un asse principale orientato secondo la direzione nord-sud e sono affiancati da numerosi porticati e altri palazzi, disposti lungo le coordinate. Il complesso comprende oltre novemila vani, mentre i materiali da costruzione predominanti sono il legno e le mattonelle invetriate gialle (il giallo era il colore imperiale). La storia del Palazzo imperiale inizia nel XIII secolo, allorché la casa regnante degli Yuan si stabilì a Pechino facendovi erigere la propria residenza. L’imperatore Yongle della dinastia Ming, dopo la conquista del potere rifiutò di insediare la propria capitale a Nanchino preferendole Pechino, dove fece ampliare il Palazzo imperiale che, nel 1420, a lavori ultimati, aveva così ormai acquisito 1 aspetto odierno. Nei secoli seguenti, esso fu la residenza dei ventiquattro imperatori Ming e Qing sino al 1911.

Provenendo dalla Tiananmen, dopo circa 500 m si giunge alla Wumen (porta del Meriggio, A), alta 38 m, che rappresenta la porta-principale del Palazzo imperiale. Essa venne chiamata anche porta delle Cinque Fenici, dai cinque padiglioni che sovrastano in altezza la costruzione a forma di U. Da qui, l’imperatore rendeva noto ogni anno il nuovo calendario, partecipava alle cerimonie militari e confermava oppure annullava le condanne a morte. Nella Wumen si aprono tre portali: quello centrale era riservato all’imperatore e poteva essere eccezionalmente usato dall’imperatrice per accedere al palazzo nel giorno delle nozze e dai tre massimi eruditi nel lasciare il palazzo dopo aver superato gli esami imperiali. Altrimenti, ai membri della casa imperiale era riservata la porta occidentale e ai mandarini quella orientale.
Oltre la Wumen si estende un immenso cortile interno, dove cinque ponti marmorei, i cosiddetti ponti interni delle Acque d’Oro, sormontano il ruscello delle Acque d’Oro, lungo 2.100 m. A nord, tre portali conducono nel cortile successivo. In particolare, quello centrale, Taihemen (porta dell’Armonia Suprema F), è il più alto di tutto il complesso. Largo 58 m, copre una superficie di circa 1.800 mq ed è guardato da due leoni in bronzo, simbolo di potere. All’inizio della dinastia Ming, esso fu chiamato anche Fenghanmen (porta dell’Adorazione del Cielo): qui l’imperatore riceveva i ministri e i generali.
Nei porticati a est e a ovest del cortile si trovavano un tempo le botteghe imperiali, che offrivano utensili di ogni genere, gioielli, stoffe, pellicce e mobili. Il cortile successivo copre una superficie di oltre 30.000 mq: nelle occasioni più solenni, vi si potevano radunare fino a ventimila sudditi. Al centro vi sorge il Taihedian (palazzo dell’Armonia Suprema G), alto 35 m, seguito dal Zhonghedian (palazzo dell’Armonia Perfetta) e dal Baohedian (palazzo dell’Armonia Preservata), detta anche sala del Trono d’Oro o sala della Campana d’Oro. Tutt’e tre si ergono su una terrazza marmorea a tre gradini, alta 8,1 m, circondata da una triplice balaustra in marmo.
Il Taihedian (palazzo dell’Armonia Suprema G) è l’edificio principale di tutto il complesso.
Esso rappresentava un tempo il centro dell’universo poiché qui l’imperatore, in qualità di figlio del Cielo, ne compiva la volontà. Con la sua superficie di 2.380 mq è anche il palazzo più esteso; presenta inoltre sedici unità e quaranta porte dorate.

Vi si accede attraverso tre scalinate: le due esterne erano riservate ai comuni mortali, mentre quella centrale presenta nel mezzo una larga lastra di marmo, recante un motivo di draghi, sulla quale l’imperatore, «drago» egli stesso, veniva trasportato assiso nella sua portantina. II percorso verso il palazzo è segnato da diciotto incensieri in bronzo che simboleggiano le diciotto province dell’impero cinese. Sulla terrazza a sinistra del palazzo si nota un tempio in miniatura, contenente una misura di capacità Qialiang), mentre sulla destra si trova una meridiana, simboli entrambi defila giustizia imperiale. Lungo i lati vi sono infine dei contenitori con dell’acqua destinata a spegnere eventuali incendi, per un numero complessivo di 308, diciotto dei quali erano dorati.
All’interno del padiglione si ergono ventiquattro colonne alte 12,7 m e di 1 m di diametro, che sostengono il soffitto riccamente decorato. Diciotto di esse sono rivestite di uno strato di lacca rossa, mentre le sei che circondano il trono posto su una piattaforma alta 2 m riportano motivi di draghi in due toni d’oro. Sopra il trono, uno stupendo soffitto a cassettoni ornato con draghi che giocano a palla, simbolo della forza creatrice divina. Artisticamente intagliato e dipinto in oro, il trono è posto su uno zoccolo di sette gradini e si compone di una poltrona, un poggiapiedi, uno stupendo paravento, tutto in legno di palissandro. Gli incensieri di cloisonné e bronzo ardevano in continuazione, sicché il trono e l’imperatore apparivano avvolti da una nube soprannaturale. Durante le dinastie Ming e Qing, in questa sala avevano luogo le grandi cerimonie, quali 1’intronizzazione, le dichiarazioni di pace e di guerra, le nozze e i genetliaci imperiali, i banchetti di Stato, le celebrazioni in occasione del nuovo anno e l’annuncio dei nomi di coloro che avevano superato gli esami statali. Durante le udienze, la guardia d’onore dell’imperatore faceva ala al palazzo fino alla Wumen. 1 funzionari civili e militari erano tenuti a inginocchiarsi tre volte dinnanzi all’imperatore e, in segno di lealtà e adorazione, a toccare per nove volte il pavimento con la fronte.
Il Zhonghedian (palazzo dell’Armonia Perfetta ) succede al Taihedian sulla stessa terrazza, ed è il più piccolo dei tre edifici. Qui, l’imperatore faceva gli ultimi preparativi prima di recarsi nel Taihedian per le grandi cerimonie e le udienze. Anche in questo luogo si svolgevano però determinate cerimonie, ad esempio il controllo delle sementi in occasione della festa di Primavera o la verifica del testo che sarebbe stato letto nel tempio degli Antenati.
L’ultimo dei tre edifici è il Baohedian (palazzo dell’Armonia Preservata), leggermente più piccolo delTaihedian ma più spazioso: vi avevano luogo cerimonie e banchetti di importanza minore. A partire dal periodo di governo di Qianlong, durante la dinastia Qing, nel Baohedian vennero tenuti anche i massimi esami di Stato per i mandarini, che precedentemente si svolgevano nel Taihedian. Nei porticati lungo i lati sinistro e destro vengono oggi esposti oggetti d’arte, tra cui molti omaggi fatti alla casa imperiale e oggetti di proprietà della casa reale e provenienti dai suoi forzieri.
Dietro il Baohedian si trova la più grande lastra di marmo del Palazzo imperiale. Si tratta della cosiddetta lastra del drago, lunga 16,6 m, larga 3 m e spessa 1,7 m, l’elemento centrale delle tre scale che conducono dalla terrazza al cortile. Essa pesa circa 250 t e rappresenta nove draghi che giocano in un fitto mare di nuvole, mentre in basso le onde lambiscono cinque vette.

A sudest dei tre palazzi si trova il Wenhuadian (palazzo dello Splendore Letterario, J) e, a sudovest, il
Wuyingdian (palazzo del Valore Militare, H).
Attraverso la Qianqingmen (porta della Purezza Celeste,P1 ), si giunge nel cortile interno, dove si trovano gli appartamenti privati della famiglia imperiale. In questa ala del complesso vivevano anche migliaia di donne e di eunuchi. Su entrambi i lati della Qianqingmen si trovano dieci contenitori di acqua in bronzo dorato. Durante il governo di Kangxi, in questo luogo venivano sbrigate le questioni correnti di Stato. Seguono tre edifici, chiamati anche «palazzi posteriori», che rappresentano la parte centrale del cortile interno.
Il Qianqinggong (palazzo della Purezza Celeste,L1 ) è il primo e il maggiore dei tre.

retto nel 1420, venne distrutto più volte dagli incendi. La costruzione attuale risale al 1798. Esso fu l’abitazione degli imperatori Ming; a partire dal periodo di governo di Yongzheng, venne invece usato come sala delle udienze e dei banchetti. Quando l’imperatore moriva, veniva composto nella bara in questa sala, e qui gli veniva reso omaggio. Allorché i contadini rivoltosi sotto la guida di Li Zicheng occuparono Pechino alla fine dell’epoca Ming, l’ultimo imperatore uccise in questo luogo la propria figlia quindicenne e alcune concubine, impiccandosi poi a un albero di acacia sul Meishan (collina del Carbone), chiamata oggi Jingshan.

Davanti al palazzo si trovano una meridiana e una misura di capacità, due simboli della giustizia imperiale, alcune tartarughe e gru bronzee, simboli di longevità, una torretta in bronzo dorato e lei treppiedi, pure in bronzo dorato. All’interno del palazzo, sopra il trono, si può ammirare l’ideogramma zheng da guang ming, che si appella a un sovrano retto che tutto illumini. Si racconta

che, a partire dal periodo di governo di Yongzheng, dietro questa lastra si celasse un nascondiglio in cui l’imperatore poneva il proprio testamento recante il nome del successore designato.
Nel secondo edificio, Jiaotaidian (palazzo della Grande Unione L2), nelle occasioni ufficiali l’imperatrice riceveva gli auguri presentati dalle principesse e dalle concubine imperiali. In questo luogo si Possono oggi ammirare venticinque sigilli imperiali di epoca Qing un orologio in bronzo ad acqua e un orologio con carillon. II soffitto a cassettoni è di particolare bellezza.

Il Kunninggong (palazzo della Tranquillità Terrena L3), fungeva da camera da letto per le imperatrici di epoca Ming. Qui si impiccò l’imperatrice Zhou, consorte dell’ultimo imperatore Ming, allorché, alla fine del periodo Ming, i contadini in rivolta occuparono Pechino. L’imperatore Shunzhi della dinastia Qing fece trasformare il palazzo secondo gli usi e i costumi mancesi in un luogo destinato all’adorazione del dio del focolare, dove ogni mattina e ogni sera veniva offerto in sacrificio un maiale, cucinato poi in una caldaia sistemata in una sala secondaria a nordest dell’edificio. Nell’ala orientale del Kunninggong si trova ilDongnuange (sala del Calore Orientale), e cioè l’appartamento nuziale imperiale. Gli imperatori Kangxi, Tongzhi e Guangxu vi trascorsero probabilmente le prime quattro notti successive alle nozze. Esso è riccamente decorato con intagli in legno e ovunque, sulle pareti e sulle lampade, comparA il carattere Xi, che significa «felicità» e «fecondità». Il colore rosso dominante simboleggia la gioia e le nozze.
Lasciando il Kunninggong e passando la Kunningmen (porta della Tranquillità Terrena P2 ), si entra nello Yuhuayuan (Giardino imperiale, M). Esso venne sistemato già durante l’epoca Ming e, con la sua superficie di 12.000 mq, è un tipico esempio delle tradizione cinese nell’arte del giardinaggio. 1 complessi rocce artificiali, i padiglioni, gli abeti e i cipressi secolari, i fiori e i bambù creano un insieme armonioso.
Al centro del giardino sorge un tempio taoista, Qin’andian (palazzo della Pace Imperiale), dove gli imperatori della tarda dinastia Ming prendevano parte ai riti taoisti. Particolarmente degne di nota sono le decorazioni della terrazza marmorea, una delle più belle di tutto il Palazzo imperiale.
A oriente della terrazza si trovano lo Yujingting (padiglione del Paesaggio Imperiale), la Chizaotang (sala della Scrittura Slanciata), il Fubiting (padiglione del Verde al Tramonto), il Wanchunting (padiglione dell’Eterna Primavera) e la Jiangxuexuan (veranda della Peonia Purpurea). A occidente del Qin’andian si trovano invece lo Yanhuige (padiglione della Continua Magnificenza), il Chengruiting (padiglione della Pura Gioia), il Qianqiuting (padiglione della Longevità) e lo Yangxingzhai (studio del Perfezionamento Morale). Il giardino contiene una ventina di costruzioni di diversa grandezza.
Attraverso la Chengguangmen, semplice porta guardata da due elefanti in bronzo dorato, e laShunzhenmen si lasciano i giardini imperiali. Sulla destra e sulla sinistra dei tre palazzi posteriori si trovano gli stupendi Dongliugong (sei palazzi dell’Est), fatti erigere dagli imperatori Ming, e i Xiliugong(sei palazzi dell’Ovest), dove abitavano l’imperatore, l’imperatrice e le concubine. Verso la fine dell’epoca Ming, qui risiedevano migliaia di concubine, sorvegliate da un numero ancora maggiore di eunuchi. A parte poche eccezioni, queste donne conducevano una vita davvero triste: una volta entrate a palazzo, esse rimanevano infatti completamente isolate dal resto del mondo, e alcune addirittura in tutta la loro vita non vedevano l’imperatore neppure una volta.
Ogni palazzo costituiva un elemento a sé stante. A nord dei sei palazzi dell’Est vi sono il Zhongcuigong e il Jingyanggong , cui seguono il Chengqiangong e lo Yonghegong e, a sud, il Jingrengong e lo Yanxigong.

Quest’ultimo è chiuso al pubblico, mentre gli altri ospitano i musei della Porcellana e dell’Artigianato artistico di epoca Ming e Qing. Del complesso degli edifici orientali fanno parte anche il Zhaigong e il Fengxiandian .
Il Zhaigong (palazzo dell’Astinenza) venne eretto durante il governo di Yongzheng (1723-1736) e

accoglie oggi il museo dei Bronzi. Nel Fengxiandian (sala del Culto degli Antenati) erano esposte le epigrafi celebrative degli antenati imperiali. Accanto ai sei palazzi dell’Est si trova il complesso del Ningshougong (palazzo della Quiete e della Longevità). Per giungervi, si attraversano due porte, Jingyunmen e Xiqingmen . Fatto costruire all’inizio della dinastia Qing, il palazzo fu dotato di sfarzosi arredi solo sotto l’imperatore Qianlong. Costui, dopo aver affidato il governo al proprio successore nel 1796, vi trascorse gli ultimi tre anni di vita. Alla sua morte, il palazzo rimase vuoto per quasi cento anni, e solo alla fine del XIX secolo la vedova imperiale Cixi decise di abitare queste stanze. Il complesso è strutturato in una parte meridionale e una settentrionale. Accanto alla Xiqingrnen si diparte il jiulongbi (muro dei Nove Draghi), lungo 30 m e alto 4,5, eretto nel 1773 dall’imperatore Qianlong in mattonelle di maiolica lavorate in rilievo. Esso rappresenta nove draghi che giocano tra le onde del mare.
Attraverso la Huangjimen (porta della Supremazia Imperiale) si giunge nel cortile del complesso Ningshougong. La Ningshoumen (porta della Quiete e della Longevità,) conduce a sua volta in un cortile interno circondato da porticati, al cui centro sorge il Huangjidian (padiglione della Supremazia Imperiale), completato nel 1776: nel 1894, la vedova imperiale Cixi vi festeggiò il sessantesimo compleanno e in occasione del settantesimo vi ricevette gli ambasciatori di diversi paesi occidentali e del Giappone. Quando morì, la sua bara vi rimase esposta per un anno intero, finché non fu giunto il momento più propizio per la sepoltura. In questo edificio e nel Ningshougong si trova oggi parte della pinacoteca imperiale.
La Yangxingmen conduce nella parte settentrionale del complesso, dove si trovano abitazioni, padiglioni e il cosiddetto giardino Qianlong, creato secondo i modelli tipici della Cina del Sud.
A nord della Yangxingmen si incontrano lo Yangxingdian (palazzo del Nutrimento del Carattere), cui segue la Luoshoutang (palazzo della Gioia e della Longevità, 31), nel cui cortile si possono ammirare opere calligrafiche incise su pietra. Sempre proseguendo verso nord, ci si imbatte nella Yihexuan(veranda della Fusione della Armonie, 32), dove si recavano probabilmente gli imperatori Qianlong e Jiaqing per comporre le loro poesie e le loro opere calligrafiche. In tutte e tre gli edifici sono esposti pezzi del tesoro imperiale (sala del Tesoro). Verso oriente si erge imponente il Changyinge (padiglione dei Suoni Piacevoli), con palcoscenici su tre piani, particolari botole e aperture nel soffitto, una sorta di teatro voluto da Cixi.
Nel cortile posteriore del complesso della sala del Tesoro si trova il pozzo della concubina Zhen, una favorita dell’imperatore Guangxu. Nel 1900, allorché le truppe alleate entrarono a Pechino, la vedova imperiale Cixi, poco prima di fuggire, vi fece gettare la concubina Zhen, probabilmente una sostenitrice del movimento riformistico del 1898.

A sud dei sei palazzi dell’Ovest si trova lo Yangxindian (palazzo del Perfezionamento dello Spirito), costruito durante la dinastia Ming e residenza prediletta degli imperatori Qing. L’imperatore Yongzheng, che regnò dal 1723 al 1735, dopo aver conquistato il trono combattendo aspramente contro il fratello, trattava qui gli affari di Stato, nel continuo timore di subire un attentato, e anche le consultazioni con i massimi funzionari avevano luogo in questa sede. Nella zona occidentale estrema del palazzo, l’imperatore Qianlong si fece costruire un piccolo studiolo che, benché misurasse solo 8 mq, era una delle sue stanze preferite, chiamata la «stanza dei Tre Gioielli». Nel 1861, la vedova imperiale Cixi esercitò il proprio potere nell’ala orientale del complesso, assumendo la reggenza prima in nome dell’imperatore Tongzhi e successivamente dell’imperatore Guangxu. Il suo trono si trovava dietro a quello imperiale, celato da una tenda. Dopo la rivoluzione del 1911, qui visse il deposto imperatore Puyi, finché, nel 1924, non venne cacciato dall’esercito del generale Feng Yuxiang.
Pranzo in ristorante locale. Tempio del Cielo

“Il Tempio del Cielo” è in realtà una vasta area, racchiusa da mura, che comprende una serie di costruzioni, tutte colorate e perfettamente restaurate.
Questa grande area era la meta del corteo imperiale, che, lasciando la Città Proibita dalla porta meridionale (porta Qianmen), per piu’ giorni (anche se dista solo mezz’ora a piedi) sfilava attraverso il quartiere popolare che divideva la residenza imperiale dal Tempio del Cielo, in un susseguirsi di cavalieri, portatori di incenso, elefanti, eunuchi, araldi con i vessilli, mandarini (i governatori delle province dell’impero) e poi via via i religiosi, i militari, alla fine l’imperatore con tutta la sua corte e poi ancora musici e cosi’ via per diversi giorni. Il popolo pero’, non poteva guardare la processione, doveva rinchiudersi nelle sue stamberghe e ascoltare solo il frastuono del lungo corteo, finchè non fosse completamente finito. Forse, nella realtà, era l’imperatore che non voleva vedere quanto il suo popolo fosse stracciato e mal nutrito.

L’insieme del Tempio del Cielo si sviluppa da sud a nord in direzione della Città Proibita. Vi si trovano tre edifici principali, partendo da sud: l’Altare del cielo, o Altare circolare, il Padiglione del Cielo, o della Volta Imperiale, e, infine, la costruzione piu’ imponente, il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto.

Un vecchio proverbio di Pechino dice: 9 altari, 8 templi e 1 grande campana. Questo proverbio vuol dire che questi sono i più importanti templi monumentali di Pechino. Il Tempio del Cielo è il maggiore fra tutti i templi, ed è l’unico esemplare nell’architettura classica cinese.
Il Tempio del Cielo fu costruito originariamente nel 1420 dal terzo imperatore Yongle della dinastia Ming. Era un luogo sacro in cui gli imperatori Ming e Qing officiavano il culto del Cielo tre volte all’anno.
Preghiera per il Buon Raccolto dei Cereali al quindicesimo giorno del primo mese lunare; Prechiera per la Pioggia nel giorno del solstizio estivo;
Cerimonia del Sacrificio e del Ringraziamento al Cielo nel giorno del solstizio d’inverno.
La cerimonia del culto del Cielo è antichissima, se ne è persa l’esatta origine e il significato. Nonostante ciò, il culto del Cielo è stato ininterrottamente eseguito per più di 4.000 anni, le cerimonie hanno sempre legittimato il potere. Chiunque deteneva il potere voleva essere riconosciuto dal Dio del Cielo come un potere legittimo, cioè il figlio del Cielo. Gli imperatori feudali

preparavano la cerimonia del Culto del cielo con la massima solennità e con grande attenzione personale. Normalmente l’imperatore doveva leggere i testi sacri per la sua preparazione spirituale per un giorno intero nella Sala dell’Armonia Intermedia della Città Proibita prima di andare al Tempio del Cielo e doveva restare (3 giorni sotto i Ming, e 4 ore sotto i Qing) nel Palazzo dell’Astineneza del Tempio del Cielo per prepararsi senza mangiare nè carne nè grasso di animale; senza bere nè vino nè grappa; senza avvicinarsi alle donne; senza fare nessuna attività prima della cerimonia. L’unica cosa che poteva fare era la doccia, anzi più docce faceva e meglio era.
Quando l’imperatore usciva dalla sua residenza sulla portantina per recarsi al Tempio del Cielo, era proibito sbirciare il corteo che percorreva la strada dal Palazzo Imperiale fino al Ponte del Cielo. A tutti i sudditi di Pechino si ordinava di restare in casa con le porte chiuse e di mettere gli scuri alle finestre che davano sulla via percorsa dall’imperatore. Il traffico e le attività commerciali venivano interrotte durante il viaggio di andata e di ritorno dell’imperatore dalla Città Proibita al Tempio del Cielo e viceversa. Sotto l’ultimo periodo della dinastia dei Qing, alle delegazioni straniere veniva inviata una nota speciale, in cui i diplomatici stranieri venivano avvisati di non lasciare i loro alloggi e di non tentare di guardare l’imperatore e il corteo imperiale. Perfino i treni da e per Pechino dovevano fermarsi per 48 ore perchè nessun rumore turbasse il silenzio supremo della cerimonia.
Altare Circolare
L’Altare Circolare, costruito nel 1530, e’ interamente di marmo bianco, composto da una terrazza a tre livelli, circondata da un muro interno circolare ed uno esterno a pianta quadrata. Era concezione degli antichi cinesi che la terra fosse quadrata ed il cielo una calotta circolare. Pertanto il perimetro esterno doveva rappresentare la terra, quello intermedio il mondo degli esseri umani e quello piu’ in alto il Cielo. Sulla terrazza piu’ alta c’era al centro un disco di metallo che rappresentava il centro della terra.
Volta Celeste Imperiale

A nord dell’Altare Circolare, si trova la Volta Celeste Imperiale. Un padiglione circolar. con diametro di 16 metri e alta 19. Il tetto conico ricoperto di tegole blu che sorge in cima ad una terrazza di marmo, alta 2m. circondato da una cinta di mura perfettamente rotonda.
La Volta Celeste Imperiale si usava, in quanto Casa degli Dei, per conservare le tavolette sacre del Dio del Cielo e degli antenati dell’imperatore per otto generazioni, mentre le tavolette che rappresentavano gli Dei e fenomeni sopranaturali, venivano custodite nei due padiglioni laterali. Le tavolette conservate erano divise secondo l’antica filosofia politeista taoista basata sul concetto dello

Ying e dello Yang. Le tavolette sacre venivano portate, in una portantina particolare di forma rotonda da 2 persone, all’Altare Circolare soltanto quando l’imperatore officiava la cerimonia dei sacrifici.
La Volta Celeste Imperiale è più conosciuta con un altro nome: il Muro dell’Eco perchè presenta una curiosa proprietà acustica: una persona può parlare con l’altra tramite il muro. Il muro circolare intorno al cortile della Volta Imperiale è alto 3,72 m. spesso 0,9 m. ed ha un diametro di 61,5 e un perimetro di 193,2 m. ed è fatto in modo perfetto e liscio senza nemmeno una fessura, per cui favorisce in particolar modo la trasmissione dell’onde sonore. Quando una persona parla o sussura contro il muro, la sua voce viene trasmessa lungo il muro circolare come se fosse un filo telefonico mentre un’altre persona che si trova nel punto opposto può sentire in modo chiaro la voce di chi parla.

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Palazzo dell’Astinenza
Un palazzo quadrato che copre una superficie di circa 40.000 mq., si trova nella parte occidentale del Tempio del Cielo. Il Palazzo dell’Astinenza è circondato da due cinta di mura: uno esterno di mattone e uno interno, chiamato il muro purpureo, e da due fossati: uno esterno e uno interno per la massima sicurezza.
Le particolarità da notare: l’ingresso ufficiale sia del muro esterno che del muro interno si aprono verso est, invece che a sud, e il Palazzo è costruito con la stessa struttura interna delle altre sale imperiali però viene coperto da tegole di ceramica blu al posto di quelle in ceramica gialla. Tutto ciò è un segno speciale con il quale l’imperatore si umiliava davanti al Dio del Cielo.

Prima di rientrare in hotel sosta ad un fabbrica di perle. Cena tipica a base di anatra laccata.

La ricetta dell’anatra laccata risale all’epoca della dinastia Ming (1368-1644). Le anatre allevate a questo scopo vengono macellate dopo 65 giorni, e pesano almeno due chili. Nelle due ultime

settimane, le anatre vengono nutrite quattro volte al giorno con un mangime particolarmente nutriente a base di miglio, fagioli mungo e paglia di frumento triturata. Inoltre durante questo periodo viene loro impedito di alzarsi, perché il movimento renderebbe la pelle meno sottile e la carne meno tenera. La preparazione dell’anatra prevede diversi passaggi, fra cui un'”asciugatura” di alcune ore in un luogo ben arieggiato. Una volta, quando non ancora locali climatizzati, i conoscitori ordinavano l’anatra laccata solo dopo almeno mezza giornata di bel tempo. Nelle giornate piovose l’umidità dell’aria aumenta, e questo impedisce alla pelle dell’anatra di asciugarsi perfettamente e di diventare croccante. Lo zucchero contenuto nel miele di cui è impregnata la pelle ha un forte potere igroscopico, e quindi assorbe umidità.

25 marzo PECHINO (B,L,D)
Prima colazione in hotel.

La Grande Muraglia

Si dice che la Grande Muraglia cinese sia l’unica realizzazione umana che gli astronauti in orbita attorno alla Terra riescano a scorgere a occhio nudo. Fu costruita nel 3° secolo a.C. e rinforzata e ampliata nel corso di quasi venti secoli fino all’epoca della dinastia Ming (1368-1644). La lunghissima barriera doveva difendere la Cina dalle invasioni dei popoli del Nord, ma non si rivelò troppo efficace

La sezione di Badaling è la più visitata grazie alla sua posizione facilmente raggiungibile e alle sue ottime condizioni a seguito del restauro. Situata a 1000 metri sul livello del mare, in passato ha svolto una funzione di importanza strategica sia per i trasporti sia per le operazioni militari.
Badaling significa “raggiungere le otto direzioni”, nome che le deriva dalle sue ramificazioni che si spingono verso ogni direzione. E’ facilmente accessibile e ha un’eccellente pavimentazione.
Badaling è lunga 7600 metri ed è considerata la più bella tra tutte le sezioni della Grande Muraglia a nord di Pechino. E’ rivestita da solide lastre di granito, ognuna dal peso di circa 1000 kg, che le danno un aspetto pulito ed imponente. Il muro è alto mediamente 7.8 metri e largo 5.7, abbastanza da permettere a dieci soldati, o cinque cavalli, di percorrerlo spalla a spalla.
La Grande Muraglia di Badaling venne costruita nel 1505 durante il diciottesimo regno dell’imperatore Hong Zhi della dinastia Ming (1368-1644), ed è stata la prima ad venire aperta al pubblico nel 1957.
La Grande Muraglia nata in Cina come Wanli changcheng – Grande muraglia di 10.000 Lǐ (misura che corrisponde a circa 500 metri) , consiste in una lunghissima serie di mura edificate nell’odierna Cina. La sua costruzione cominciò nel III secolo a.C. (circa 215 a.C.) per volere dell’imperatore Qin Shi Huang “Primo Imperatore della dinastia Qin” stesso a cui si deve il cosiddetto Esercito di terracotta di Xi’an e l’ancora inviolato tumulo sepolcrale.
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La Grande Muraglia è realizzata all’esterno con grandi mattoni e lastre di pietra, mentre all’interno si trova della terra dell’altopiano del loess e pietre frantumate. Ha un’altezza media di circa 10 m, una

larghezza di 6,5 m alla base e 5,5 m alla sommità, e sulla cima possono passare 4 cavalli affiancati, facilitando il trasporto delle truppe, del cibo e delle armi. All’interno della mura ci sono scale di accesso di pietra, che faciltano la salita e la discesa. Ad una certa distanza si trovano fortini e torri di segnalazione. I fortini servivano come deposito di armi e cibo e per il riposo dei soldati, riparandoli anche in caso di incursioni nemiche, mentre dalle torri si potevano fare segnazioni, trasmettendo informazioni in tutto il paese.
I lavori sulla Grande Muraglia continuarono a più riprese per un millennio e oltre. Nel corso dei secoli essa fu rafforzata realizzando un doppio muro a ridosso di quello originario e furono costruiti a ridosso della barriera borghi e villaggi fortificati.

Pranzo cinese in ristorante. Sosta a una fabbrica di artigianato Cloisonnè:
Tombe 13 Imperatori
La dinastia Ming è la penultima della società feudale cinese che regnò per 276 anni (1368 – 1644). Durante tutto il periodo della dinastia Ming regnarono in totale 16 imperatori, di cui 13 furono seppelliti nel Cimitero Imperiale della dinastia Ming, chiamato Le Tombe dei Ming o Le Tredici Tombe dei Ming
Le 13 tombe dei Ming si trovano a Nord-ovest di Pechino, ad una distanza di 55 km. dal centro della città, e si estendono in una vallata a forma di anfiteatro naturale di circa 120 kmq, esposto verso sud, delimitato a est, a nord ed ad ovest dal Monte della Longevità Celeste. A sud della vallata, si trovano due colline, considerate come le due guardie delle tombe imperiali: una a sinistra si chiama la Collina del Drago e l’altra, a destra, si chiama la Collina della Tigre. Originariamente, queste due colline si congiungevano con le mura, chiudendo la vallata, dove l’ingresso ufficiale era rappresentato dalla Grande Porta di Palazzo.
Il Padiglione della Stele
Il Padiglione della Stele risalente al 1426, è una costruzione quadrata con doppio tetto e quattro porte in altrettante direzioni e contiene una stele in marmo alta 6,5 m. posata sul dorso di un animale a forma di tartaruga, cioè del nono figlio del drago. La stele è ornata nella parte superiore da rilievi a forma di draghi.
Il Portale in marmo
Si tratta di una arcata monumentale in marmo bianco, che risale al 1540 durante il periodo dell’undicesimo imperatore Jiajing, e che era dipinta con diversi colori, oggi sbiaditi completamente. La sua struttura può essere descritta così: 5 archi, 6 colonne e 11 tetti; infatti il Portale poggia su 6 colonne, ha 5 entrate con altezza differente e 11 piccoli tetti ricoperti di tegole in maiolica. Di particolare bellezza sono i lavori in bassorilievo sulla base delle 6 colonne.

La Via Sacra o via Divina
Fin dall’antichità esisteva l’usanza di collocare figure in pietra o in marmo davanti alle tombe imperiali. Sia la prima tomba dei Ming a Nanchino che le 13 Tombe dei Ming a Pechino hanno una Via delle Figure in pietra, la cosiddetta Via Sacra, fiancheggiata da 36 figure scolpite in pietra, di cui 24 rappresentanti 6 tipi di animali con i relativi significati, come segue:
Leoni, la dignità e la potenza, le guardie delle tombe imperiali; Unicorni, la giustizia contro gli spiriti maligni;
Cammelli, la vastità del territorio dell’imperatore; Elefanti, la vastità del territorio dell’imperatore;
Cavalli, gli animali indispensabili, mezzi per il trasporto imperiale;

Qilin, il difensore spirituale che protegge le tombe imperiali.

Tutti gli animali simmetricamente allineati lungo la Via Sacra, sono sempre 4 figure: 2 in piedi e 2 in posizione di riposo. Chiudono la sfilata delle figure sulla Via Sacra, 12 statue in piedi rappresentanti generali con la sciabola, mandarini civili con la faccia bonaria e ministri emeriti con i baffi.
Tutte le statue furono realizzate in marmo bianco di Pechino nel 1435 con lo scopo di proteggere il sonno eterno degli imperatori da ogni influsso malefico, di rappresentare la loro potenza e decantare il loro successo, e la Via Sacra doveva essere anche una strada verso il paradiso.

26 marzo PECHINO – XIAN (B,L,D)
Prima colazione.

Palazzo d’Estate (Yiheyuan)
Yiheyuan “Giardino dell’armonia educata”) o Palazzo d’Estate: si trova a una ventina di km dalla città, nella periferia nord-occidentale. Delimitato, a nord, dalla Wanshoushan (Collina della Longevità alta 60 metri)) e, a sud, dal lago semiartificiale Kunming. Il nome Kunming è stato dato sotto Qianlong a ricordo di un lago che si trovava a Xi’an. Fu soprattutto l’imperatore Qianlong che, colpito dalle bellezze della città di Hangzhou, volle riprodurle qui, scegliendo il nome di “Collina della Longevità”.
Esso si estende su di una superficie di 2,9 chilometri quadrati, dei quali il 75% è rappresentato da acqua. Nei 70.000 metri quadrati in cui è costruito il complesso di edifici si trovano una notevole varietà di palazzi, giardini ed altre strutture architettoniche

I giardini imperiali erano costituiti da:
• il giardino della perfetta luminosità
• il giardino di eterna primavera
• l’elegante giardino di primavera
Il Palazzo d’Estate è uno dei quattro giardini classici più famosi della Cina, conosciuto per la sua

combinazione armoniosa fra il paesaggio naturale e l’edificio artificiale. Esso si trova nella periferia nord-ovest della città di Pechino e dista 25 km dal centro della città.
Il Palazzo d’Estate ha una storia di oltre 800 anni.
Quando nel 1153, l’imperatore Wang Yan Liang della dinastia Jin stabilì la città di Pechino come la sua capitale principale, scelse già il luogo, dove si trova attualmente il Palazzo d’Estate, per costruire la sua villa con il nome di Collina d’Oro ai piedi di una collina anonima e chiamata poi la Collina d’Oro proprio per la costruzione della villa imperiale, mentre davanti alla Collina d’Oro c’era un piccolo lago, chiamato il Mare d’Oro per lo stesso motivo. L’acqua del lago veniva alimentata da due sorgenti: la Sorgente di Giada e la Sorgente del Drago.
Durante la dinastia Yuan, il nome della Collina d’Oro fu sostituito da quello della Collina della Vasca, perchè si narrava che un vecchio aveva trovato un misterioso vaso gigante di pietra, ricco di tesori preziosi, scavando al fianco della Collina, così il nome del lago fu cambiato in Lago della Collina della Vasca.
La denominazione di “Palazzo d’Estate” deriva dal fatto che la Corte veniva a trascorrervi il periodo estivo. Fu in seguito alla distruzione, compiuta dalle truppe anglo-francesi, dell’antica residenza imperiale, nel 1860, che l’imperatrice Cixi (1888) iniziò le opere di ricostruzione. Fu lei a dare a questo luogo l’attuale nome di Yiheyuan (Giardino dove si coltiva l’armonia). Oggi è uno dei parchi più frequentati dagli abitanti della capitale (pattinaggio in inverno, bagni in estate). A partire dall’ingresso vi sono:

1. Sala della Benevolenza e della Longevità – Renshou Dian
dove gli imperatori trattavano gli affari di Stato; il trono è ancora al centro della sala, dietro a esso un paravento con il carattere di longevità (shou).
La Sala fu costruita nel 1750 dall’imperatore Qianlong e chiamata la Sala dell’Amministratore Laborioso, in cui l’imperatore Qianlong riceveva i mandarini e i ministri ed ascoltava i loro rapporti di lavoro durante le sue vancanze estive. La Sala fu distrutta nel 1860 da un incendio e ricostruita nel 1890 dall’imperatrice reggente Cixi, la quale le diede il nome della Sala della Benevolenza e della Longevità, ispirandosi ad una massima di Confucio, perchè il maestro Confucio disse una volta ai suoi discepoli: “Chi governa con la politica di benevolenza, può avere la lunga vita”. In questa sala l’imperatrice Cixi trattava gli affari dello stato insieme con l’imperatore Guangxu, facendo il famoso Ascolto alla discussione Politica dietro la Tenda.
Davanti alla Sala sono collocati quattro incensieri in bronzo: due a forma di fenice e due a forma di drago, disposti secondo un ordine anomalo, perchè dovevano disporsi prima il drago e poi la fenice, e non viceversa. Durante le cerimonie e le udienze, si bruciavano i pezzi di legno di pino e le foglie di platano all’interno degli incensieri. I fumi e i profumi della bruciatura creavano un’atmosfera misteriosa e solenne adatta alla cerimonia imperiale.

2. Giardino della Virtù e dell’Armonia – il Dehe Yuan
al centro si trova un teatro, dove si dice che ogni anno, nel giorno dell’arrivo dell’imperatrice madre Cixi e del suo compleanno venissero rappresentate delle opere che talvolta duravano diversi giorni. Il teatro è alto 21 m e ha palcoscenici aperti su tre piani.

3. Sala delle Onde di Giada – La Yulang Tang
a ovest della Renshou Dian, sulla riva del lago. Fu la camera dell’imperatore Guangxu, lo sfortunato governante che fu tenuto prigioniero qui per 10 anni agli ordini di Cixi.

4. Costeggiando il lago verso nord si arriva alla).
Sala della Gioia e della Longevità Leshou Tang
Fu costruito originariamente nel 1750 dall’imperatore Qianlong ed era un palazzo a due piani. Fu distrutto nel 1860 e successivamente ricostruito con lo stile attuale. La denominazione della sala

deriva dalla massima di Confucio: “Chi ha imparato la nuova conoscenza, ne ha la gioia e chi è pieno di benevolenza, ha la longevità”. Era la residenza privata dell’imperatrice Cixi.

Lungo la riva meridionale del lago, ai piedi della Collina della Longevità (Wanshuo Shan), vi è una galleria in legno (Lungo Corridoio o Changlang) , lunga 728 m, coperta e decorata da circa 14.000 pitture che rappresentano paesaggi di Hangzhou, scene mitologiche, episodi storici e avvenimenti immortalati nella letteratura cinese. Nessuna pittura è ripetuta.
Normalmente, il corridoio nella costruzione classica cinese ha una funzione secondaria o accessoria che serve da collegamento fra i palazzi e i padiglioni. Il Lungo Corridoio del Palazzo d’Estate è anomalo e riesce a coprire lo spazio, nè piccolo nè grande, fra la Collina della Longevità Millenaria e il Lago Kunming collegando le varie costruzioni disperse ai piedi della Collina, adornandole come una collana di perle.

Quasi al termine della galleria, nelle acque del lago, si trova il famoso battello di pietra fatto costruire dall’imperatrice Cixi quasi per giustificare, non senza un velo di ironia, che i soldi da lei adoperati per ricostruire lo Yiheyuan erano invece stati stanziati per la costruzione di una moderna flotta cinese, qualcosa come 5 milioni di once di argento.

La Barca di Marmo, lunga 36 m., che presenta una base marmorea e una struttura in legno. La Barca di Marmo venne edificata nel 1755 durante il periodo dell’imperatore Qianlong. La base della Barca, concepita come imbarcadero, era in marmo, mentre la sovrastruttura, che era un padiglione in legno di stile architettonico tradizionale cinese, venne incendiata dall’Alleanza Englo-francese nel 1860 e venne ricostruita nel 1893 con uno stile europeo dall’imperatrice Cixi, la quale fece aggiungere un altro piano in legno e fece sistemare delle grandi ruote in pietra sui due lati.
Dall’altra parte del lago, troviamo un ponte di 17 arcate lungo 150 m che unisce la terraferma

all’isola Nanhu. In essa si trova il Tempio del Re Drago (Longwangmiao). All’inizio del ponte c’è un bue di bronzo sul cui dorso è scolpito in rilievo un poema dell’imperatore Qianlong, che ricorda il contributo determinante che questo animale ha avuto nella costruzione di questo lago semiartificiale.

Pranzo cinese in ristorante. Trasferimento in aeroporto e partenza per Xian.

All’arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel Titan Times . Cena con buffet in hotel. Pernottamento.

27 marzo XI’AN (B,L,D)
Prima colazione in hotel.

Esercito di Terracotta.

La scoperta
L’inverno del 1974 era stato particolarmente secco e la provincia dello Shaanxi, come gran parte del nord della Cina, erano colpiti da una grave siccità. Un gruppo di contadini che vivevano poco lontano dalla città di Xi’an si misero a scavare alla ricerca di acqua. Il luogo che avevano scelto non era molto lontano da una zona ricca di scavi archeologici. Bastava smuovere un po’ di terra per trovare cocci, mattoni e frammenti di terracotta.

Questi ritrovamenti era molto utili ai contadini, che erano felici di riutilizzare quello che trovavano come materiali da costruzione o recipienti. Per farlo, però, dovevano superare le barriere della superstizione. Gli anziani dei villaggi, in particolare, ritenevano che rimuovere quegli oggetti dalla terra infastidisse gli spiriti e fosse di malaugurio.
La spedizione non trovò acqua. Al suo posto, dopo alcuni metri di scavi, trovarono una quantità sorprendente di cocci, come mai era capitato prima. Era una mezza vittoria e i contadini riempirono un intero carretto con gli oggetti ritrovati. Quando ritornarono al villaggio ci fu una certa animazione: come era accaduto in passato, uno degli anziani del villaggio disse che con il loro scavo i contadini avevano svegliato gli spiriti della terra.
Uno di loro, però, la pensava diversamente. Si chiamava Yang Zhifa – almeno secondo uno dei resoconti della storia più diffusi – e aveva partecipato al primo scavo, il 23 marzo. Yang aveva notato che il ritrovamento era diverso dal solito. I cocci che avevano trovato non somigliavano a pezzi di vasi o di mattoni: avevano qualcosa di umano. Inoltre, in mezzo ai rottami spuntati, Yang aveva anche visto oggetti di metallo luccicante che sembravano spade o coltelli. Il 29 marzo avvertì le autorità cinesi, che inviarono sul posto un gruppo di ricercatori. Fu sufficiente allargare un poco lo scavo praticato dai contadini perché i ricercatori del governo si accorgessero di essere davanti ad un ritrovamento storico.
L’armata

Gli scavi andarono avanti per anni con grande prudenza. Si scoprì che i precedenti lavori di scavo alle tombe circostanti, che si trovavano a volte a pochissima distanza dall’esercito di terracotta, avevano danneggiato numerosi soldati. Alla fine dei lavori vennero individuati quattro “pozzi” principali nei quali era sepolta un’armata composta da più di seimila figure. Il pozzo principale è il numero uno, dove è radunato il grosso dell’esercito. È composto da undici corridoi, ognuno largo circa tre metri. I guerrieri di terracotta sono incolonnati in questi corridoi, immobili come durante una rivista militare. Nel pozzo numero due è schierata la cavalleria. Ci sono circa 130 carri da guerra e più di 520 cavalli. Il pozzo numero tre è riservato agli ufficiali e ai generali, più alti dei soldati normali e scolpiti con uniformi elaborate. Il quarto pozzo è vuoto e secondo gli archeologi potrebbe essere stato lasciato incompiuto durante i lavori. Intorno ai quattro pozzi principali e a una certa distanza ce ne sono numerosi altri, più piccoli, dove erano custodite le sculture di acrobati, danzatori e cortigiani.

L’esercito oggi
Dagli anni Settanta a oggi l’esercito di terracotta è diventato una delle principali mete turistiche della Cina. Intorno al sito è sorta una vera e propria città turistica, con alberghi, ristoranti e musei. Repliche o addirittura pezzi originali dell’esercito sono stati portati in tutto il mondo per una serie di mostre, ottenendo un enorme successo. Quella al British Museum del 2007-2008 fu l’evento più di successo dai tempi dal tesoro di Tutankhamen, oggetto di una mostra nel 1972.
A gran parte dei contadini, tra cui anche alcuni degli autori della scoperta, l’esercito di terracotta non portò fortuna. Il governo acquistò la loro terra e li lasciò nelle condizioni di estrema povertà che toccarono a gran parte dei cinesi durante la rivoluzione culturale di Mao Tse Tung. Per Yang Zhifa le

cose andarono diversamente. Come principale autore della scoperta, Yang venne ricompensato dal governo cinese con una somma equivalente a quanto guadagnava in un anno. Quando poi l’esercito divenne una gigantesca attrazione turistica, venne chiamato dal direttore del museo per firmare autografi a pagamento, un’attività che Yang ha continuato a fare fino alla pensione. Sapere che fine ha fatto non è semplice. Oggi, a Xi’an, la città più vicina al sito archeologico, ci sono parecchie persone che sostengono di essere gli autori della scoperta e si fanno pagare per firmare autografi. Diversi di loro sostengono di essere proprio Yang Zhifa.

Pranzo cinese in ristorante, si prosegue con la visita alla Grande Pagoda dell’Oca Selvaggia e delle Mura antiche cella Città.

La pagoda della grande Oca Selvaggia

Situata nel complesso del tempio di Daci’en, nei sobborghi di Xi’an, la pagoda della grande Oca Selvaggia è una famosa opera architettonica cinese, considerata come il simbolo dell’antica capitale. Originariamente edificata nel 589 d.C. durante la dinastia Sui, il tempio è stato chiamato Wu Luo Si, in onore del monaco buddista Xuan Zang che, al termine di una lunga epopea lungo la via della Seta, portò dall’India alla Cina i primi scritti sacri. Nel 648 quando l’imperatore Li Zhi, allora ancora principe, cominciò il restauro del tempio.
La Pagoda della Grande Oca Selvaggia fu terminata nel 652 d.C., con cinque piani e 60 metri di altezza. Il decadimento della base necessitò la ricostruzione di una pagoda a 10 piani dal 701 al 704
d.C. ad ogni modo le guerre ridussero la pagoda ad un ammasso di rovine, causando la sua ricostruzione in 7 piani alta 64 metri, che possiamo ammirare tutt’oggi.
La pagoda è un miracolo architettonico. È costruita con strati di mattoni senza alcun collante tra essi. Lo stile a mattoni è tipico dell’archiettura tradizionale cinese. Le congiunzioni tra le cuciture di mattoni e i “prismi” di ogni lato sono visibili molto chiaramente. Il possente corpo della pagoda, con la sua apparenza solenne, lo stile semplice e la struttura elevata sono un’incredibile esempio dell’ingegnosità e del talento degli antichi.

Mura antiche cella Città

La cinta muraria di Xi’an, dopo il suo ampliamento durante la dinastia Ming, ha un’altezza di 12 metri. Misura 12-14 metri in altezza, 15-18 metri in spessore alla base e 13,7 chilometri in lunghezza. C’è un bastione ogni 120 metri. I bastioni sono torri che sporgono dalla cinta muraria principale. I bastioni vennero costruiti per permettere ai soldati di avvistare i nemici che avessero tentato di scavalcare il muro. La distanza tra i bastioni è all’interno della gittata delle frecce scagliate dall’altro lato. Questo permetteva ai soldati di proteggere l’intera cinta muraria senza esporre sé stessi al nemico. Ci sono un totale di 98 bastioni; ognuno dei quali presenta un casotto di guardia sulla cima.
Le porte della cinta muraria erano l’unica via di accesso e di uscita dalla città.
La torre della porta svetta fiera della cinta muraria. Da lì veniva elevato e abbassato il ponte levatoio. La torre stretta è al centro. Le sue mura interne hanno finestre quadrate dalle quali scagliare le frecce. La torre principale è la più interna e costituisce l’ingresso alla città.

La torre stretta e la torre principale sono collegate da tunnel, nei quali i soldati potevano essere appostati. Dai tunnel ci sono anche passaggi per i cavalli che conducono alla cima delle mura. Ci sono gradini che salgono in maniera graduale, fatti in modo da semplificare l’ascesa e la discesa dei cavalli da guerra. In totale ci sono 11 passaggi per cavalli intorno alla città.
Ad ognuno dei quattro angoli delle mura è situata una torre della campana. La torre all’angolo sud- ovest è rotonda, probabilmente secondo il modello imperiale delle mura cittadine della Dinastia Tang, ma le altre tre hanno forma quadrata. In cima alle torri della campana c’è un angolo bastione,

più alto e più largo dei bastioni usuali. Questo mostra l’importanza strategica degli angoli della cinta muraria nei tempi di guerra.

Sosta ad una fabbrica di prodotti di giada. Cena tipica a base di ravioli cinesi. Pernottamento in hotel.

28 marzo XI’AN – GUILIN (B,L,D)
Prima colazione in hotel. Passeggiata nel quartiere Musulmano.

Il mercato notturno occupa l’area del Quartiere Musulmano, che si estende sul retro della Torre del Tamburo. Il mercato di Xian è uno dei luoghi più affascinanti e vivaci – e meno turistici – che ho visitato nei miei viaggi in Asia. Da Xian partiva l’importantissima “Via della Seta”, che collegava Roma con l’Asia e dove passavano spezie, tessuti e tradizioni. Quest’eredità multiculturale si sente ancora nei cibi e nelle merci del mercato di Xi’an. Le bancarelle e i ristoranti all’aperto cuociono e vendono di tutto, dai kebab al pane turco, da spiedini di carne e pesce ai noodle locali, oltre a numerose specialità delle minoranze etniche della zona

Pranzo cinese in ristorante. Trasferimento in tempo utile in aeroporto e partenza con volo di linea per Guilin. All’arrivo, trasferimento in hotel. Bravo Grand Wing
Cena occidentale in hotel. Pernottamento.

29 marzo GUILIN (B,L,D)
Prima colazione in hotel. Al mattino,

Escursione in barca lungo il Fiume Li con termine al mercato di Yangshuo.

La foto sulla banconota da 20 yuan

Pranzo leggero a bordo. Sbarco a Yangshuo e sosta al mercato. Rientro a Guilin, cena in hotel.

30 marzo GUILIN – SHANGHAI (B,L)
Prima colazione in hotel.
Al mattino, visita alla grotta del Flauto di Bambù.
Grotta del Flauto di Canna
Situata a cinque chilometri a nord-ovest di Guilin, la Grotta del Flauto di Canna è una luminosa grotta segnalata in quasi tutti gli itinerari di viaggio. Conosciuta come “il Palazzo dell’Arte Naturale”, i suoi notevoli contenuti impressionano turisti da tutto il mondo. La Grotta è lunga circa 240 metri, i turisti

vi entrano e poi eseguono un percorso ad U per visitare i diversi luoghi, ed uscire da un’altra grotta vicino all’ingresso principale. Camminando attraverso questi serrati piloni di pietra, i turisti dilettano lo sguardo con il cambiamento di luci e forme, sentendosi nella dimora paradisiaca di qualche dio.

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Pranzo in ristorante locale. Visita alla collina Fubo.
con la sua cima nel cielo e i piedi nell’acqua, è conosciuta come Terra delle Meraviglie tra le Onde. La grotta nella parte orientale alle rive del fiume ha fatto sì che una piscina naturale venisse creata nel tempo. Oggigiorno, la collina viene chiamata Fubo (Collina che Domina le Onde). Leggenda vuole che Ma Yuan, un generale della dinastia Han chiamato Fubo, sia passato da Guilin per una spedizione meridionale, e abbia gettato nel fiume tutte le perle che portava con sè, e la collina prese il suo nome.
La collina è inclinata verso il fiume ad est, ed incombe sul terreno ad ovest. Qui ci sono moltissimi luoghi interessanti da visitare, come il salone Kuishui, il padiglione Tingtao, il salone Banshan, la Grotta Huanzhou, la Grotta Qiangfo e la Grotte del Corallo. C’è anche una pentola in cui si dice si possa cucinare abbastanza cibo per mille persone, ed una campana in ferro costruita dalla figlia del Principe Ding Nan della dinastia Qing, chiamata Kong Youde in sua memoria.

Trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea per Shanghai.

All’arrivo, trasferimento in hotel. Cena libera . Pernottamento

31 marzo SHANGHAI (B,L,D)
Prima colazione in hotel. Intera giornata dedicata alla visita città.

SHANGHAI

Shanghai è amministrativamente considerata al pari di una provincia e si articola in 17 divisioni: 16 distretti e una contea. Anche se ogni quartiere ha il suo nucleo urbano, il vero centro della città è posto tra il Bund a est, Nanjing Road a nord, Città Vecchia e Huaihai Road a sud. Le aree di primo piano per il commercio e gli affari includono Lujiazui sulla riva orientale del fiume Huangpu, e le aree del Bund e Hongqiao sulla riva occidentale del fiume Huangpu. Le principali unità amministrative sono situate nel distretto di Huangpu, che serve anche come una zona commerciale, tra cui la famosa Nanjing Road. Molte università di Shanghai si trovano nelle zone residenziali del distretto di Yangpu e nel distretto di Putuo.
Otto distretti amministrano i quartieri e i sobborghi di Puxi, la città storica sulla riva occidentale del fiume Huangpu:

Il Tempio del Buddha di Giada

Durante il regno dell’imperatore Guang Xu della dinastiaQing (1875-1908), Hui Gen, un monaco del monte Putuo era stato in pellegrinaggio in Tibet ed aveva attarversato i monti Wutai ed Emei, ed era infine arrivato in Birmania. Mentre era là, il signor Che Jun-Pu, un emigrante cinese residente in Birmania, donò a Hui Gen cinque statue di Buddha in giada, e questo monaco le trasportò a Jiang- wan, Shanghai. Qui costruì un tempio con donazioni e morì poco dopo. Il tempio venne occupato nella rivolta del 1911 e le statue vennero trasferite in via Maigen.

Tempio del Buddha di Giada (Yufosi):E’ il tempio buddista più famoso di tuttaShanghai, e anche uno dei più noti dell’intera Cina. Il nome deriva dall’enorme statua, alta più di 2 metri, che si trova all’interno, è in giada bianca, raffigura il Buddha seduto. Il tempio ospita anche una seconda, imponente statua del profeta, raffigurato sdraiato di fianco (situata al piano terra dell’edificio).
Le due statue vennero riportate in Cina dalla Birmania, nel 1882, dal monaco Huigen, quella seduta rappresenta il Buddha che sta per entrare nel Nirvana. La statua del Buddha, si trova al primo piano (vi si accede attraverso una ripida scala), è scolpita in un blocco di giada, di quasi 1000 kili esprime una tale serenità che è difficilissima da descrivere, nonostante i turisti, nonostante il caos, nonostante la mercificazione di tutto quello che ruota attorno al tempio, al cospetto di questa enorme statua ci si dimentica tutto, si resta incantati e rapiti dal suo sguardo e dalla sua benevolenza.
Il vestito del Buddha è ornato da numerose pietre preziose donate dai fedeli. All’interno del tempio, ritrovano anche 4 bellissime statue rappresentanti 4 guardiani che tengono nelle mani armi e strumenti musicali usati per scacciare i demoni. Non sono permesse fotografie

Pranzo in ristorante locale in corso di escursione. Sosta ad una fabbrica della Seta. Nel pomeriggio passeggiata lungo la Nanjing Road e visita al Bund. Cena con buffet in hotel. Pernottamento.

1 aprile SHANGHAI – SUZHOU – SHANGAI (B,L,D)
Prima colazione in hotel.
Escursione a Suzhou

Suzhou è una città cinese che si trova nella provincia del Jiangsu, lungo la riva del Fiume Azzurro e

sulle sponde del lago Taihu. La città è famosa per i suoi ponti di pietra, le pagode e gli splendidi giardini, che sono diventati un’importante meta turistica. Suzhou è stata un’importantissima città per quanto riguarda l’industria della seta durante la Dinastia Song (960 – 1279), posizione che continua a mantenere ancora oggi. È una delle città col più alto sviluppo economico della Cina
con pranzo in ristorante.
Visita al Giardino dell’Amministratore Umile / alla Collina di Tigre / Giardino dei Maestri
dei Reti.
Rientro a Shanghai. Cena con buffet in albergo e pernottamento.

2 aprile SHANGAI – ITALIA (B)
Prima colazione in hotel. In tempo utile, trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia. Pasti a bordo.

L’arrivo in Italia è previsto in serata.

« Il comunismo non è amore. E’ un maglio che si usa per schiacciare il nemico. »
(Mao Zedong)

« Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà. »
(Napoleone Bonaparte, 1816)